L'essere
scenico E se il corpo non opera in pieno quanto l’anima?
Chè se il corpo non è l’anima, che cos’è dunque l’anima?
W. Whitman
Insegnare; far passare dei segni. Da corpo a corpo. Alla maniera dell’arte:
tendenziosamente. Un modo di fare scuola strettamente legato al palcoscenico,
inteso come luogo di azioni e di sentimenti, nel tentativo di un sentire alto e
altro.
Un ritorno costante agli aspetti tecnici, improvvisativi e compositivi della
danza, al di là di ogni codice e abitudine. In agguato a tutte le potenzialità
espressive sceniche, con attenzione particolare all’azione fisica (forma) come
contorno presumibile dell’anima e quindi come possibilità più diretta e coerente
di fare teatro.
Il curriculum di Antonella
Bertoni,
danzatrice/coreografa/insegnante nota e apprezzata dal pubblico italiano e non
solo, non è facilmente riassumibile in poche righe. Fra le sue numerose
collaborazioni ricordiamo quella con Carolyn Carlson, iniziata nel 1988, che ha
dato avvio alla lunga collaborazione con Michele Abbondanza, con il quale nel
1995 Antonella ha fondato la Compagnia Abbondanza-Bertoni. Numerosissime sono le
produzioni al loro attivo.Tra le Scuole ed i Teatri che hanno ospitato
Abbondanza e Bertoni ricordiamo: Fondazione Accademia d’arti e mestieri dello
spettacolo - Teatro alla Scala di Milano; Piccolo Teatro di Milano; Fondazione
Nazionale della Danza – Aterballetto; Accademia Isola Danza-Biennale di Venezia;
Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine; Union des
Artistes-Montréal; Compagnie Les Nuages en Pantalon-Québec; Stage Internazionale
BolzanoDanza; ETI–Laboratorio di formazione teatrale Progetto Aree disagiate:
San Giuseppe Jato (Palermo); ETI–I porti del Mediterraneo V° Edizione (Libano);
Scuola d’Arte Drammatica Antoniano di Bologna; Scuola di teatro di Bologna (A.
Galante Garrone); Scuola del Balletto di Toscana.
Claude Coldy
Di origini caraibiche, Coldy nasce a Parigi nel 1954.
Dopo intense esperienze sportive e pratiche di arti marziali, inizia lo studio
della danza all'età di venti anni.
Fra il 1975 ed il 1983 studia jazz, modern jazz, balletto classico, danza
moderna e contemporanea, con le figure di rilievo della danza a Parigi di quel
tempo: fra gli altri Françoise Saint-Thibault, Solange Golovine, Matt Mattox,
Lynn Simonson, Joseph Russillo, Quentin Rouiller, Peter Goss, Jacques Patarozzi.
Studia inoltre mimo e teatro con Pinok e Matho, ex allieve del maestro E.
Decroux. Durante gli stessi anni, inizia la sua attività di insegnamento della
danza.
Nel 1981 diventa l'assistente di Gianin Loringhett, coreografo della Off Jazz
Dance Company. Nel 1983 fonda in Italia la compagnia Arbalete, all'interno della
quale è coreografo e danzatore. Con essa realizza tournée in Europa e partecipa
a vari festival internazionali, fra cui il festival di Bagnolet, in cui la
compagnia rappresenta l'Italia.
Nel 1987 torna in Francia, dove si sposa e diventa padre. A Grenoble fonda il
Creatorio - Centre de Formation et de Danse. Continua a danzare in differenti
performances, e a dedicarsi alle sue attività pedagogiche, conducendo seminari
in varie città d'Europa. Nel frattempo, inizia a studiare l'Osteopatia, e a
seguire varie formazioni nel campo della psicologia, approfondendo aspetti della
comunicazione e del comportamento. In questo periodo, s'interessa
particolarmente alle ricerche di Rudolf Steiner, Jacques Salomé, Henri Laborit e
Ryke Geerd Hamer.
Nel 1990, insieme agli osteopati J.L.Dupuy e M.Guyon, crea la
danza sensibile.
Da allora, tutto il suo tempo è dedicato a questa ricerca attraverso i seminari
che conduce in differenti città d'Europa.
Nel 1998 fonda l'associazione Diatomées, che ha come intento la pratica e
la diffusione della Danza Sensibile® attraverso seminari, cicli di
formazione e conferenze.
Nel 2005 ha portato a termine il primo ciclo di formazione in Danza Sensibile,
da cui è nato un gruppo di insegnanti abilitati alla conduzione di gruppi di
Danza Sensibile.
Conduce attualmente il secondo ciclo di formazione, nonché una serie di seminari
in studio e nella natura.
In un mondo dove tutto accelera e dove ogni giorno sembra che ci allontaniamo un
po’ di più da una relazione vitale con gli elementi della natura, la Danza
Sensibile si pone come una ricerca originale che ci offre di rallentare
attraverso l’esperienza del movimento dei nostri corpi e di vivere la sensazione
del nostro essere dal più denso al più sottile. Il progetto proposto è di
entrare nell’esperienza del movimento consapevole, riflesso del movimento della
nostra vita:
In questa ricerca di una relazione consapevole con il mondo, che comporta un
necessario dialogo tra il macro movimento e il micro movimento, la Danza
Sensibile propone di rivisitare alcune delle tappe fondamentali dell’evoluzione
con l’obiettivo di ritornare al senso e alla potenzialità contenuti nella forma
e nella struttura dei nostri corpi.
“entrare nella scoperta del mondo attraverso l’esperienza delle tre
dimensioni dello spazio e realizzare nel più profondo di sé la nascita di un
movimento vitale, espressione della Danza della vita“
La pratica del movimento consapevole nei seminari di Danza Sensibile offre di
vivere i corpi con una nuova coscienza amplificata dalla presenza del gruppo.
Durante i seminari di Danza Sensibile il gruppo diviene un luogo di verità, di
relazione, di rispetto, di condivisione e accoglienza dei messaggi del corpo.
Qualche elemento proposto durante le pratiche:
Un tema centrale, la
verticalizzazione: aprire, orientare, portare il mio corpo nel mondo
attraverso le grandi tappe della filogenesi
Leggi e cicli degli elementi
La presenza
Il senso e il non senso del
movimento
L’espressione di sé e la
creatività
Nascita di una danza
Claude Coldy conduce i seminari di Danza Sensibile in studio e in
natura in vari paesi d’Europa.
La Danza Sensibile è aperta a chiunque possieda le basi di una pratica corporea:
danza, teatro, arti marziali, terapie corporee ecc… persone su un cammino di
ricerca che desiderano entrare nell’esperienza del movimento consapevole.
La Danza Sensibile® nasce nel 1990 dall’incontro tra Claude Coldy e una coppia
di osteopati francesi, Marie Guyon e JeanLouis Dupuy.
A
CHI SI RIVOLGE
I seminari di Danza Sensibile sono aperti a tutto coloro che possiedono le basi
di una pratica corporea e che desiderano sperimentare una possibilità di
sviluppo personale attraverso la pratica cosciente del movimento: persone su un
cammino di ricerca, danzatori, attori (amatori o professionisti), insegnanti,
terapeuti…
LO STAGE
I seminari di Danza Sensibile si svolgono su tre
piani complementari:
- Una tecnica di mobilizzazione e di danza,
che è un'esperienza dei modi di aprire, portare ed orientare i nostri corpi
nello spazio, attraverso varie modalità relazionali, fisiche ed energetiche, le
quali vivificano la modalità dell'espressione della nostra intenzione
consapevole.
- Un aspetto "sensibile" che si nutre di
ascolto, presenza e relazione.
- Un aspetto
riarmonizzante, che emerge dal coinvolgimento di tutte le parti dell'essere,
unendo corpo e spirito, e portando a nuovi stati interiori ed a nuove qualità
energetiche.
E’ in Italia dal 1999, dove insegna regolarmente a Milano.
Tra i Teatri più importanti dove ha ballato,
il Teatro Greco di Siracusa, il Piccolo Regio di Torino, il Teatro della Tosse
di Genova, il Teatro dei Rinnovati di Siena, al Castello Estense a Ferrara, al
Festival della Danza di Nervi a Genova, …
Recentemente
si è esibito a Verona al Teatro Filarmonico
durante il concerto di
Tango por tres
e dei Virtuosi italiani.
Dario Moffa
-
tango sensibile
Dario Moffa Insegna tango sensibile, tango e
tango nuevo
a Torino.
A Buenos Aires ha studiato a lungo, fra gli altri, con Gustavo Naveira, Chico
Frumboli, Pablo Inza,
Gaston Torelli, Ezequiel Farfaro e Pablo Veron. Tuttora approfondisce la
conoscenza e la pratica del tango nei frequenti viaggi a Buenos Aires.
Ha creato il tango sensibile coniugando il tango argentino con la propria
formazione in Danza Sensibile direttamente con Claude Coldy. Ha creato così un
percorso di studio che approfondisce le capacità di ascolto e di comunicazione
del movimento e nel ballo.
Altre informazioni su Dario Moffa:
Tango Sensibile
Le pratiche di tangosensibile, rivolte ai tangueri di qualunque livello,
sono utilissime per migliorare: a) la tecnica, equilibrio e contatto con la terra
b) la comunicazione nel “proporre e nel tradurre”
c) la capacità di improvvisare con la musica
Il tango sensibile è una modalità applicativa della
Danza Sensibile. Esamina le
sottili dinamiche della danza di coppia, nello spazio e nel tempo e il
dialogo corporeo che la musica può generare e stimolare.
Viene posta attenzione sulla qualità del contatto e della relazione,
ricercando anche l'aspetto ludico, edonistico e interpretativo in una danza che
ha proprio nell'improvvisazione e nella libertà di composizione la sua anima più
vera e profonda.
Attraverso l'analisi del movimento si stimola la capacità di sentire: noi
stessi, l'altro e lo spazio che ci circonda.
Sono utilizzate pratiche di ascolto e sensibilizzazione, corporee ed
energetiche, statiche e dinamiche e proposte di improvvisazione, singole e di
coppia.
Il percorso didattico, basato sull'affinamento della propria coscienza corporea,
consta di :
a) pratiche di ascolto e sensibilizzazione, corporee ed energetiche,
statiche e dinamiche
b) analisi delle differenze di comunicazione attraverso: mani, braccia,
petto, sguardo
c) improvvisazioni singole e di coppia, supportate da: codici di
comunicazione propri del tango argentino, elementi di danza
contemporanea,teatro-danza e contact improvisation.
d) interpretazione musicale, singola e in coppia.
Si danza senza scarpe da tango, ma solo con calze o scarpe ginniche. Non viene
insegnato alcun “passo" o sequenza.
Il tangosensibile, che esplora possibilità espressive e creative, è rivolto ai
tangueri di qualunque livello, ma è aperto anche ai danzatori e agli attori.
Danza Sensibile
La Danza Sensibile è un’originale ricerca pedagogica che trova nel movimento il
suo mezzo d’applicazione. Nasce nel 1990 dall’incontro di
Claude Coldy,
che ha tenuto
uno stage a Oltredanza a febbraio 2008, con una
coppia d’osteopati francesi, J.L. Dupuy e M. Guyon. Attraverso la rivisitazione
di alcune tappe della Filogenesi,viene offerta la possibilità di rivivere il
processo di verticalizzazione compiuto dall’uomo. La pratica cosciente del
movimento proposta dalla Danza Sensibile favorisce lo sviluppo personale e offre
ad ognuno la possibilità di vivere il proprio corpo con una nuova
consapevolezza. Essa si fonda sul rispetto e ascolto dei messaggi del nostro
corpo. Nei seminari, il gruppo viene vissuto come luogo di condivisione e di
scoperta. Alcuni degli elementi sviluppati attraverso queste pratiche: il
radicamento, la presenza, la verticalizzazione, l’orientamento, l’apertura, il
senso, il "non-senso", l’espressione di sé, la creatività.
I seminari di Danza Sensibile sono aperti a tutti coloro che possiedono le basi
di una pratica corporea e che vogliono farne esperienza : danzatori, attori,
insegnanti, terapeuti e tutte le persone che desiderano entrare nell’esperienza
del movimento cosciente.
Ernesto Da Silvasi
rifà principalmente alla tradizione della Guinea Bissau, suo paese di origine,
ma introduce anche elementi tratti da altre etnie e paesi africani. Gli elementi
‘crudi’ delle danze tradizionali sono elaborati e raffinati attraverso lo studio
del gesto e la coreografia.
A soli 8 anni Domingus Ernesto
inizia la sua carriera artistica in Guinea Bissau come danzatore nel Ballett
Netos de Canssala, gruppo vincitore di molti concorsi di Carnaval; ancora
minorenne, diventa insegnante dei giovani danzatori dello stesso gruppo. Dal 92
al 96 è coreografo del Mini Ballett Nacional della Guinea Bissau.
La
carriera di musicista (percussioni e batteria) si affianca a quella di danzatore
e coreografo: tra il 95 e il 97 partecipa a varie tournée in Europa con il
gruppo Gumbezarte, con cui pubblica il primo CD; nel 97 forma il gruppo di
percussioni Rumba Percussao. Negli stessi anni, fino al 2000, è assistente
coreografo e solista principale del Ballett Nacional della Guinea Bissau.
Nel 98,
durante la guerra nel suo paese, trascorre alcuni mesi in Senegal, dove entra in
contatto con danzatori e musicisti di quella cultura. Partecipa all’Expò di
Hannover nel gruppo selezionato in rappresentanza della Guinea Bissau. Nel 2000
si trasferisce a Lisbona con il suo gruppo Rumba Percussao e da questo momento
fa parte di diverse formazioni musicali, con cui incide vari CD (fra gli altri
collabora con Manecas Costa). Dal 2002 vive in Italia, dove è impegnato a
divulgare la cultura della sua terra attraverso la danza e la musica.
Caratteristiche
fondamentali della danza africana sono il forte uso del suolo, la velocità, il
ritmo e la coordinazione. Spesso nella struttura spaziale si utilizza il
cerchio; la gestualità molte volte si basa sull’imitazione degli animali e di
azioni della vita quotidiana in un ambiente naturale.
video
festa sociale di Oltredanza fine anno 2008-2009 - danza afro con Karambà Manè
Karambà Manè,
formatosi con i grandi maestri senegalesi e guineani, trae ispirazione nel suo
insegnamento dalla cultura mandinga con particolare attenzione alle danze
d’origine guineana e a quelle tradizionali della Casamance.
La
grazia e l'armonia, frutto del giusto connubio tra potenza e leggerezza del
gesto, sono la cifra stilistica della sua danza.
KARAMBA' MANE'
Ballerino e coreografo senegalese di
origine guineana, Karambà Mané ha lavorato con le migliori compagnie di danza
senegalesi, tra le quali Bassikolò, Forêt di Dakar, Ballets Africains e Forêt
Sacrée di Ziguinchor. Con quest'ultima nel 2003 ha vinto il Primo premio per la
danza al Festival National des Arts & Cultures, FESNAC (SENEGAL), nel novembre
del 2004 ha effettuato una tournée in Spagna in occasione del Festival
Internacional de Teatro de Tortosa Entre Culturas e nel giugno del 2005 ha
partecipato al Kaay Fecc - Festival International de Toutes les Danses di Dakar.
Recentemente a Bologna si è esibito al Festival Internazionale Da Bach a
Bartók con il gruppo afro-cubano 'Ochanlà' e in occasione del Festival
Musicando la 'Compagnia Karamba Mané' ha danzato come gruppo di supporto al
concerto di Youssou N'Dour. Ha inoltre partecipato con la stessa compagnia ai
festival Culture del Mondo di Castenaso (BO) e Musiche dal mondo di Sala
Bolognese (BO). Negli ultimi dieci anni ha tenuto
stages in Senegal, Spagna e Italia, acquisendo grande esperienza didattica anche
nell'insegnamento ai bambini. Formatosi con i grandi maestri senegalesi e
guineani, trae ispirazione dalla cultura mandinga con particolare attenzione
alle danze d'origine guineana e a quelle tradizionali della Casamance.
Ristabilire
dentro di noi una relazione di pace a partire dal nostro corpo ci consente di
portare pace intorno a noi.
Ascoltare e rispondere ai nostri bisogni genera benessere e gioia riequilibrando
corpo, mente e spirito.
Quando tutto intorno a noi accelera sia benvenuta una proposta dove, a partire
dalle sensazioni del corpo, si possa cambiare ritmo e ritrovare la capacita di
essere più connessi all’essere che al fare.
Il corpo ritrovato è una proposta di
movimento cosciente, che consente di entrare in contatto con il corpo e di
rispondere ai propri bisogni nell’ascolto e nel rispetto del proprio tempo.
Attraverso la pratica si entra nell’esperienza del movimento consapevole,
riscoprendo la propria verticalità e la possibilità di aprirsi e percepirsi a
360°. La proposta, che si costruisce attingendo agli insegnamenti della Danza
Sensibile®
, facilita il radicamento nella propria terra, l’apertura,
l’orientarsi, il portarsi nel mondo e favorisce lo sviluppo personale verso una
nuova consapevolezza basata sull’ascolto dei messaggi del corpo.
Alcune pratiche sono individuali, altre
vengono svolte in coppia o con più persone. Il gruppo rappresenta il luogo di
condivisione e di scambio, dove la relazione con l’altro, l’ascolto e la
presenza rappresentano un’opportunità per riconoscere e riconoscersi.
Cristina Martinelli è
insegnante di danza sensibile* e di educazione fisica, è diplomata in
danzamovimentoterapia e pratica meditazione buddista.
Matteo Cattonar
è un artista con formazione nel campo del teatro, ma anche della danza e della
pittura. E’ stato animatore per numerosi centri estivi e ha lavorato per vari
asili nido.
Per anni ha collaborato con l’Ass.Asterix, curando il settore ‘Arteinfante’,
e successivamente con l’Ass. ‘Aribandus’, come coordinatore e animatore
socioculturale, conducendo attività di doposcuola per diverse Scuole Elementari,
laboratori di teatro, eventi di piazza e feste private.
Ha lavorato come
educatore per la cooperativa Azalea. Lavora inoltre come scenografo, costumista,
truccatore.
Il
gioco del teatro
è un
pretesto
e
un’occasione in più per comunicare,
per
esprimere, per capire e conoscere gli altri e se stessi.
Teatro non inteso come spettacolo quanto come esperienza in cui maturare
liberamente il proprio rapporto con il mondo, utilizzando
un
approccio diverso nei confronti della realtà
e
della vita scoprendo che l’obiettivo principale non sta nel risultato ma nel
percorso.
La
proposta ludico/teatrale deve rispondere
ad
un naturale bisogno di creatività, espressa con il corpo, con la parola guidata,
col modello infantile della comunicazione sociale: