Il Rilassamento Progressivo è una tecnica
di auto-rilassamento: grazie a una fase piuttosto breve di apprendimento,
permette alla persona di rilassarsi in ogni occasione lo desideri. Con il
Rilassamento Progressivo si impara gradualmente a controllare tutti
i muscoli e di
conseguenza il sistema cardiocircolatorio ottenendo uno stato di rilassamento
generale con effetti positivi anche sul sistema neurovegetativo.
Si sviluppa
attraverso fasi di tensione
e distensione
dei vari distretti muscolari, con progressiva presa di coscienza dei differenti
stati tonici e delle sensazioni correlate. Il metodo Jacobson prevede di
ottenere i risultati di distensione progressivamente, in tutti
i fasci
muscolari dell’organismo (bicipiti, tricipiti, flessori, estensori della
mano, del
piede,..) in modo progressivo, analitico e sistematico, tendendo alla padronanza
delle tensioni.
Il conduttore
accompagna i partecipanti al gruppo nella presa di coscienza progressiva delle
sensazioni prodotte dai muscoli in stato di contrazione e di riposo.
L’apprendimento del rilassamento richiede l’esecuzione degli esercizi effettuati
in modo sistematico. Molto spesso le persone non allenate al rilassamento non
sono in grado di riconoscere la tensione dei gruppi muscolari maggiormente
contratti. L’addestramento quotidiano permette di imparare a localizzare tali
tensioni e quelle residue, migliorando
la percezione
muscolare. La contrazione iniziale consente alla persona di prendere coscienza
della sensazione cinestesica opposta, cioè il rilassamento. Progressivamente la
persona sarà in grado di riscontrare nella quotidianità come la migliore
gestione
delle tensioni
fisiche e muscolari agevoli il controllo delle emozioni.
Susanna Gaioni ha una qualifica di psicomotricista e una
specializzazione inTecniche di Rilassamento, conseguite presso la Scuola
Triennale di Formazione in Psicomotricità del CISERPP di Verona. E’ iscritta
all’albo della Federazione Italiana Psicomotricisti.
stage
di
TANGO SENSIBILE con Dario Moffa
domenica 7 marzo 2010 h 14-20
ADESIONI E ISCRIZIONI ENTRO il 27
FEBBRAIO 2010
Le pratiche di tangosensibile, rivolte ai tangueri di qualunque livello,
sono utilissime per migliorare: a) la tecnica, equilibrio e contatto con la terra
b) la comunicazione nel “proporre e nel tradurre”
c) la capacità di improvvisare con la musica
Dario
Moffa Insegna tango sensibile, tango e
tango nuevo
a Torino.
A Buenos Aires ha studiato a lungo, fra gli altri, con Gustavo Naveira, Chico
Frumboli, Pablo Veron
Il tango sensibile è una modalità applicativa della
Danza Sensibile. Esamina le
sottili dinamiche della danza di coppia, nello spazio e nel tempo e il
dialogo corporeo che la musica può generare e stimolare.
Viene posta attenzione sulla qualità del contatto e della relazione,
ricercando anche l'aspetto ludico, edonistico e interpretativo in una danza che
ha proprio nell'improvvisazione e nella libertà di composizione la sua anima più
vera e profonda.
Attraverso l'analisi del movimento si stimola la capacità di sentire: noi
stessi, l'altro e lo spazio che ci circonda.
Sono utilizzate pratiche di ascolto e sensibilizzazione, corporee ed
energetiche, statiche e dinamiche e proposte di improvvisazione, singole e di
coppia.
Il percorso didattico, basato sull'affinamento della propria coscienza corporea,
consta di :
a) pratiche di ascolto e sensibilizzazione, corporee ed energetiche,
statiche e dinamiche
b) analisi delle differenze di comunicazione attraverso: mani, braccia,
petto, sguardo
c) improvvisazioni singole e di coppia, supportate da: codici di
comunicazione propri del tango argentino, elementi di danza
contemporanea,teatro-danza e contact improvisation.
d) interpretazione musicale, singola e in coppia.
Si danza senza scarpe da tango, ma solo con calze o scarpe ginniche. Non viene
insegnato alcun “passo" o sequenza.
Il tangosensibile, che esplora possibilità espressive e creative, è rivolto ai
tangueri di qualunque livello, ma è aperto anche ai danzatori e agli attori.
Ristabilire
dentro di noi una relazione di pace a partire dal nostro corpo ci consente di
portare pace intorno a noi.
Ascoltare e rispondere ai nostri bisogni genera benessere e gioia riequilibrando
corpo, mente e spirito.
Quando tutto intorno a noi accelera sia benvenuta una proposta dove, a partire
dalle sensazioni del corpo, si possa cambiare ritmo e ritrovare la capacita di
essere più connessi all’essere che al fare.
Il corpo ritrovato è una proposta di
movimento cosciente, che consente di entrare in contatto con il corpo e di
rispondere ai propri bisogni nell’ascolto e nel rispetto del proprio tempo.
Attraverso la pratica si entra nell’esperienza del movimento consapevole,
riscoprendo la propria verticalità e la possibilità di aprirsi e percepirsi a
360°. La proposta, che si costruisce attingendo agli insegnamenti della Danza
Sensibile® , facilita il radicamento nella propria terra, l’apertura,
l’orientarsi, il portarsi nel mondo e favorisce lo sviluppo personale verso una
nuova consapevolezza basata sull’ascolto dei messaggi del corpo.
Alcune pratiche sono individuali, altre
vengono svolte in coppia o con più persone. Il gruppo rappresenta il luogo di
condivisione e di scambio, dove la relazione con l’altro, l’ascolto e la
presenza rappresentano un’opportunità per riconoscere e riconoscersi.
Cristina Martinelli
è insegnante di danza sensibile* e di educazione fisica, è diplomata in
danzamovimentoterapia e pratica meditazione buddista.
L'essere scenico E se il corpo non opera in pieno quanto l’anima?
Chè se il corpo non è l’anima, che cos’è dunque l’anima?
W. Whitman
Insegnare; far passare dei segni. Da corpo a corpo. Alla maniera dell’arte:
tendenziosamente. Un modo di fare scuola strettamente legato al palcoscenico,
inteso come luogo di azioni e di sentimenti, nel tentativo di un sentire alto e
altro.
Un ritorno costante agli aspetti tecnici, improvvisativi e compositivi della
danza, al di là di ogni codice e abitudine. In agguato a tutte le potenzialità
espressive sceniche, con attenzione particolare all’azione fisica (forma) come
contorno presumibile dell’anima e quindi come possibilità più diretta e coerente
di fare teatro.
Il curriculum di Antonella
Bertoni,
danzatrice/coreografa/insegnante nota e apprezzata dal pubblico italiano e non
solo, non è facilmente riassumibile in poche righe. Fra le sue numerose
collaborazioni ricordiamo quella con Carolyn Carlson, iniziata nel 1988, che ha
dato avvio alla lunga collaborazione con Michele Abbondanza, con il quale nel
1995 Antonella ha fondato la Compagnia Abbondanza-Bertoni. Numerosissime sono le
produzioni al loro attivo.Tra le Scuole ed i Teatri che hanno ospitato
Abbondanza e Bertoni ricordiamo: Fondazione Accademia d’arti e mestieri dello
spettacolo - Teatro alla Scala di Milano; Piccolo Teatro di Milano; Fondazione
Nazionale della Danza – Aterballetto; Accademia Isola Danza-Biennale di Venezia;
Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine; Union des
Artistes-Montréal; Compagnie Les Nuages en Pantalon-Québec; Stage Internazionale
BolzanoDanza; ETI–Laboratorio di formazione teatrale Progetto Aree disagiate:
San Giuseppe Jato (Palermo); ETI–I porti del Mediterraneo V° Edizione (Libano);
Scuola d’Arte Drammatica Antoniano di Bologna; Scuola di teatro di Bologna (A.
Galante Garrone); Scuola del Balletto di Toscana.